Noi Interdipendenti, professionisti dell'ansia

un bellissimo articolo di Beppe Severgnini sul Corriere della Sera di oggi 19 maggio 2008
Gufi, veleni, ricordi pericolosi e poi l'urlo di gioia
E adesso, cosa dite? Lo scudetto 2007 era troppo facile, quello del 2006 troppo formale, quello dell'89 troppo lontano. Questo, vi piace? A noi, molto. Numero sedici, alla faccia dei sadici. L'immagine che resta negli occhi è quella di Ibra che dribbla le pozzanghere, felice come un bambino in un parco
«Lo zingaro» — come lo chiamano i compagni di squadra, in barba alle notizie di cronaca — è rientrato e ci ha fatto questo regalo. «Pazza Inter» è un eufemismo. Siamo, ormai, psicolabili di successo. A questo punto, perché cambiare? Avanti così. Se l'interismo è una forma di allenamento alla vita, nell'ultimo mese — un derby da dimenticare, punti buttati, rigori sbagliati — ci siamo allenati benissimo. Se il tifo calcistico è un esercizio di gestione dell'ansia, siamo gestori professionali. Se il calcio è un romanzo popolare, questo finale è stato scritto da qualcuno che se ne intende. Per 54 minuti, ieri, l'Inter è stata dietro
I cambiamenti politici e la precarietà economica, l'umiliazione di Napoli e gli umori xenofobi, la confusione e il senso di insicurezza (per una badante irregolare, per una strada buia) hanno portato molti italiani a trasferire sul calcio tante aspettative: serenità, orgoglio, rivincita. Il calcio, che non ama le responsabilità, ha fatto quello che ha potuto. Vista l'atmosfera, il campionato è stato miracoloso: come andamento, come trama, come regolarità. Sbaglia Daniele De Rossi quando, deluso, parla di «sette/otto partite falsate». Non è vero. Il problema è invece un altro — sempre il solito. Il brutto è che un calcio così bello — una Roma epica, una Juventus lirica, un Milan shakespeariano — è ancora in mano ai violenti. Coltelli intorno agli stadi; trasferte vietate; le botte come passatempo. Ieri, a Parma, gli ultrà nerazzurri (?) hanno ferito due agenti e devastato un asilo. Ha più neuroni Ibra nel piede che certa gente nel cervello. Risultato: anche la gioia è diventato un esercizio difficile, in Italia. Ma non bisogna rinunciare: è necessario pretendere le nostre pause di piacere innocuo. È giusto che io abbia potuto guardare la partita con mio padre Angelo (1917) e mio figlio Antonio (1992), e scoprirmi più smaliziato di uno e più emozionato dell'altro. Alla fine avevamo un pomeriggio di pioggia da ricordare, una bottiglia da stappare e una bandiera da esporre. Niente più polvere: ormai
I BAGORDI DER CONTE MAX
ero felicissimo!
Dopo settimane de durissima lotta (compresi i litigi coi vicini per via degli ululati notturni) eravamo riusciti a svezzà completamente er Conte Max:
finalmente smetteva de avanzà pretese sulle tette de mi moje!
Ma da allora er pupetto ha subito una trasformazione radicale:
ha cominciato a bere e a fumare e passa la notte ar pc a visità siti porno!
e ultimamente ha cominciato pure a molestà la tatina……
Facile per i miei detrattori affermà : “che t’aspettavi???? volente o nolente i geni der padre vengono fori… mica poteva nascere un filosofo !!!”
… da giorni un dubbio feroce me assale :
Saranno stati gli scritti der Tomesani che je leggevo la sera pe farlo addormentà ?

BUONI E CATTIVI

Ci sono due tipi di persone in questo mondo, i buoni e i cattivi.
Il buono dorme meglio, ma il cattivo sembra godersi molto di più le ore diurne
(Woody Allen)
…chi de solito entra e legge sto blog se aspetta de trovà le cazzate che de solito scrivo, ner tentativo de strappà un sorriso…..co sto post so sicuro de sorprendervi…ma nun ve preoccupate…..ritornerò prestissimo in me……
È doveroso premettere che er 90% de quello che sto pe scrive nun è farina der mio sacco…viene tutto da un blog de na ragazza che ho letto st’estate ar mare, sotto un gazebo de paglia mentre tutti stavano a fa la pennica e che m’ha fatto riflettere.
Se diceva pe grandi linee:
damo pe scontato che er monno se divide in buoni e cattivi
aò….è da piccoli che ce lo inculcano…..ogni favola, ogni racconto aveva er bono ed er cattivo de turno; e alle elementari ? tutti ricordamo la lavagna divisa in due co lo stronzetto de turno a giudicà chi è bono e chi no.
ma semo sicuri che er bono è veramente tale e che er cattivo sia l’essere immondo che ce vojono fa credere? i boni esistono sur serio? Pensateci su……
il buono è infido, traditore, nasconde sempre qualcosa. Semo diventati na generazione de diffidenti……..tutti a pensà “dai! nun po’ esse bono…”…se levi Padre Pio e Madre Teresa…sto secolo nun ne ha prodotti artri…..
Il cattivo è limpido, trasparente, sincero. Lui non ha bisogno di dichiararsi cattivo, si vede che è stronzo, gli basta esse se stesso. Nun mente, nun inganna, non se maschera, lo vedi da te che è un gran fijo de na mignotta…..
Il buono invece ci tiene, vole che se dica che è bono. Vole così tanto essere considerato bono che pretende che se sottolinei in ogni suo gesto, in ogni sua azione, la sua smisurata e disinteressata bontà. È questo a tradirlo, a far nascere il sospetto che sia cattivo, addirittura peggio der cattivo stesso.
Il cattivo è sincero, ama la verità, fa cose cattive, azioni cattive, e tutto alla luce del sole. quando agisce è indiscutibilmente cattivo.
Invece, quando hai davanti un buono, ecco che i dubbi salgono prepotenti e ti assillano: “aò…e questo che vole? che je serve ? dove vole annare a parà?”
il buono ti può solo deludere, dal buono non aspetti altro che l’errore fatale, quello che lo smaschera, per poter dire “ecco! lo vedi ? nun sei artro che un pezzo de m…. che se finge bono”.
Der cattivo invece ce se pò fidà. Er cattivo è cattivo e basta. Er cattivo poi, alla fine, quando è er momento te sorprende sempre: un soriso, uno sguardo, er pentimento, la lacrimuccia, ed eccolo llà!, pronto per il perdono.
Al cattivo basta un gesto, per diventare improvvisamente bono.
Al bono basta un piccolo errore, per far crollare tutto er castello.
Gli anziani dicevano “c’è solo un tipo di bono che va bene pe tutti: È er bono morto!” ……………avessero ragione loro come sempre?
L'INCUBO RITORNA!

Chi me conosce sa che sono diventato papà da 3 mesi (proprio oggi) e sa pure che ho cresciuto n’artro pupo prima de questo.
Sono sacrifici, preoccupazioni, grattacapi……ma niente me fa paura quanto LORO….
der primogenito rivivrei tutte le fatiche che avemo fatto pe tirarlo su ma non questa……
si…lo so….so stati creati pe bimbi fino a 2 anni….ovvio che a l’occhi de n’adulto risultano odiosi….so consapevole de questo ma…..LI ODIO comunque!
Si! Odio i teletubbies! Er peggiore dei miei incubi……….
. peggio de na vecchia co na voja de cinghiale in guancia che te vole spupazzà…..peggio addirittura della fobia de volare che ho……è piu forte de me….
Sti bambini vivono i primi 24 mesi in attesa dell’orario de programmazione de sti 4 pupazzi e il resto della loro vita a vergognarse de averlo fatto..
Ricordo che quanno arivavo ar limite de l’esasperazione immaginavo de esse un cecchino co na carabina de precisione e proiettili esplosivi….mica serve na mira olimpionica, visti i colori “sobri” e poco mimetici che hanno……. Credo riuscirei a beccarli da un chilometro….
che goduria immaginà de inquadrarli ner mirino uno pe uno e farje esplodere quella testa come fosse un palloncino e pensà a voce alta:
- e mò famme “ciao ciao” stronzo!
Ero persino risalito agli autori de tale capolavoro:
Andrew Davemport e Anne Wood (persone co seri problemi esistenziali: sicuro!)
Me so pure consijato co n’amico avvocato pe capì se se poteva fa n’azione legale e visto che purtroppo non sono perseguibili m’ero convinto de assoldà un sicario pe farme giustizia da solo.
Ce sta n’amica che me dice sempre piu spesso de imparà ad avè pazienza….in fondo se tratta de sopportà pe artri 20 mesi circa……(cazzarola! so tanti però….)
Poi crescendo se dovrebbe stufà da solo de sti….. sti…… ma qualcuno ha mai capito che specie de bestie so sti teletubbies? Bho?
Spero anche che sto cucciolo cresca in fretta pe insegnarje tante cose carucce come ho fatto co su fratello……
cronaca de l’artro ieri:
- location: il salotto de casa mia;
- attore protagonista: mi fijo nudo appena uscito dalla doccia
- co-protagoniste: mi moje, mi socera, la tatina e l’amica de mi socera (nonché madre della tatina) intente a sorseggià un the freddo e a spettegolà.
- scena madre: mi fijo che irrompe nudo in salotto e danzandoje davanti intona sulle note di zucchero “er mio pisello me pesa un chilo….”
- regia: er sottoscritto, me medesimo
- giudizio der pubblico (mi socero): “esilarante”
- giudizio della critica (mi moje) : “je insegni solo porcate a sto regazzino”
- giudizio mio : sto ancora a ride ripensandoce……
il posticipo (cronaca di un giramento de coj....)
avete presente quando uno si programma mentalmente? “devo tenè duro fino al….” è come se tutti i neuroni (…oddio…scritto cosi sembra che io ne abbia parecchi ma me sa che se stanno diradando come i capelli….) se programmassero pe rimanè in attività fino a quella data per poi andare in stand-by.
Inizio a sognare il mare e le vacanze subito dopo Pasqua, l’azienda chiude due sole settimane a cavallo del ferragosto e chi come me ha gruzzoletti de ferie arretrate le cumula e ne viè fuori un mese intero! Il mio è un ufficio quasi a sé stante….. fuori dai giochi al massacro delle “ferie programmate e coordinate” che se perpetuano ogni anno in azienda a partire dai primi di maggio (insisto con il pensare che i più furbi so quelli che le ferie le pijano a luglio….ad agosto non c’è mai una cippa da fà in ufficio….) ed essendo il mio lavoro strettamente vincolato agli enti pubblici ogni anno il mese di agosto è interamente mio (avete mai visto un dirigente di un ente pubblico lavorà ad agosto? I più maligni direbbero “avete mai visto un dipendente pubblico lavorà ?”).
…….prima due scadenze “sospette”, poi qualche voce de corridoio……….l’altro ieri l’ufficializzazione………chiama er boss dei boss alle 10 der mattino “oggi pranzi su da me!”….sti cazzi!!!! conosco st’omo ormai…….. trova sempre er modo pe addolcì la pillola……. st’invito è già na conferma per me… infatti…”a Marchì……andrai a mare na settimana piu tardi quest’anno…..” che recepita comodamente seduto su una poltrona in pelle umana (stile megadirettore fantozziano) mentre te spazzoli na frittura mista e te scoli na bottija de Lancers (aò….era l’unica cosa ghiacciata che c’avevano) non fa poi tanto male, non fosse altro che non risolve il problema de come comunicarlo alla mia gentile signora (che in queste situazioni di gentile ha ben poco….)
se parte sempre da lontano in questi casi……..fino a che nun s’ariva ar canonico “dimme che stai a scherzà!” aò….sta ancora cor broncio da du giorni……..
me toccherà scennere, accompagnarli e risalì a fà sta benedetta settimana………. la tragedia sarà fà pe tre volte in otto giorni la Salerno - Reggio Calabria………ar solo pensiero l’intero apparato testicolare comincia a roteà velocemente……….
…….ma io odio volare….





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